Chi cerca un supporto psicologico oggi inizia quasi sempre da una ricerca online. Digita un sintomo, il nome di un disturbo, una domanda sul primo colloquio, oppure cerca un professionista nella propria zona. In quel momento decisivo la persona non incontra la tua competenza clinica: incontra ciò che di te si trova sul web. Se non c'è nulla, o se ciò che c'è è confuso e datato, la scelta ricade su chi si è raccontato in modo più chiaro, non necessariamente su chi lavora meglio.
Il marketing per psicologi che proponiamo parte da questo squilibrio. Non vogliamo trasformarti in un personaggio né spingerti a promettere risultati che nessuno può garantire. Vogliamo dare alle persone informazioni corrette per orientarsi: il tuo approccio, i temi di cui ti occupi, come si svolge una seduta, quali sono i costi, come prenotare. Informazioni, non persuasione emotiva.
È una differenza sostanziale. Una comunicazione informativa aiuta il potenziale paziente a fare una scelta consapevole e, allo stesso tempo, protegge te da equivoci sulle aspettative. È anche l'unica strada compatibile con le regole della professione, che vietano messaggi suggestivi o che sfruttino la fragilità di chi soffre.